Guida rapida all’installazione

Questo capitolo è dedicato a chi vuole vedere velocemente come installare un server FUSS ed un client.

Topologia di una tipica rete didattica

Prima di mostrare come installare server e client, vediamo nella seguente figura la tipica topologia di rete dove FUSS può trovare applicazione.

Topologia di una rete FUSS

Tipica topologia di una rete FUSS

Un server FUSS deve avere almeno 2 interfacce di rete. La prima serve per la connessione alla WAN (Wide Area Network) mentre la seconda è collegata alla rete locale (LAN-1) della scuola. La presenza di una terza porta ethernet sul server e di una seconda LAN nella scuola alla quale sono connessi degli access point WiFi sono i presupposti per poter installare sul server FUSS un captive-portal che offre la possibilità a dispositivi satellite di accedere ad internet previa autenticazione.

Installazione di FUSS server

Per installare FUSS Server su una macchina fisica, è necessario partire da un’installazione di Debian jessie, su cui è basato il FUSS server. Essendo una oldstable le immagini ISO della distribuzione sono state archiviate, si può ottenere l’ultima versione a partire dall’indirizzo:

https://cdimage.debian.org/cdimage/archive/

l’ultima versione disponibile è la 8.11.1, le varie immagini si trovano all’indirizzo:

https://cdimage.debian.org/cdimage/archive/8.11.1/amd64/iso-cd/

il file da utilizzare è debian-8.11.1-amd64-netinst.iso, questo andrà poi caricato su Proxmox usando le istruzioni già viste in Caricare sul server le immagini ISO per l’installazione delle macchine virtuali per caricare l’immagine del fuss-server (usando debian-8.11.1-amd64-netinst.iso al posto di fuss-server-jessie-amd64-201705221525.iso).

E` necessaria una chiavetta USB della capacità minima di 1 GB sulla quale va copiata l’immagine ISO scaricata. In GNU/Linux si può usare il comando dd. Dopo aver inserito la chiavetta nel PC ove è disponibile l’immagine, verificare con il comando lsscsi quale device è stato assegnato alla chiavetta. Nell’esempio usiamo /dev/sdX dove X può essere una delle lettere a, b, c ecc. Come root, dare il comando:

# dd if=/PERCORSO_IMMAGINE/fuss-server-8.0-amd64-201708221233.iso \
  of=/dev/sdX bs=4M status=progress

Preparata la chiavetta USB, inserirla nel server e dopo averlo avviato premurarsi di scegliere come dispositivo di boot la chiavetta stessa.

Installazione di Debian

Configurazioni iniziali

Se si è correttamente configurato l’avvio della macchina virtuale dalla ISO del Netinstall si otterrà la seguente schermata iniziale:

_images/netinstall-boot.png

si scelga una installazione testuale, verranno chieste nell’ordine la lingua:

_images/netinstall-langsel.png

e si scelga l’italiano; la posizione (per il fuso orario):

_images/netinstall-posizione.png

e si scelga Italia; la tastiera:

_images/netinstall-keyboard.png

e si scelga quella italiana.

Per la rete si usi come interfaccia per l’installazione quella corrispondente alla WAN del server (quella che si affaccia su Internet):

_images/netinstall-ifselect.png

l’installer tenterà la configurazione automatica della rete, che deve essere interrotta (si prema invio durante l’acquisizione per cancellarla, o si torni indietro qualora sia avvenuta). In questo modo si potrà selezionare esplicitamente una configurazione manuale per l’IP «esterno» del fuss-server:

_images/netinstall-manualnet.png

e si effettuino le impostazioni standard della rete (indirizzo IP, netmask e default gateway e DNS):

_images/netinstall-configip.png
_images/netinstall-configgw.png
_images/netinstall-configdns.png

Verrà poi chiesto il nome della macchina, si inserisca subito quello definitivo:

_images/netinstall-sethostname.png

si prosegua poi impostando il dominio:

_images/netinstall-setdomain.png

verranno poi chieste la password di root e l’utente iniziale, da impostare a piacere.

Si dovrà poi effettuare il partizionamento dei dischi per l’installazione del sistema:

_images/fuss-server_selezione-disco.png

Nella scelta predefinita dopo aver selezionato il disco viene proposto direttamente il suo partizionamento. La scelta più sicura, per evitare problemi di riempimento della radice, è usare filesystem separati per /home, /var, /tmp. Questo però con il partizionamento diretto rende meno flessibile la eventuale riallocazione dello spazio disco.

_images/fuss-server_selezione-partizioni.png

Si tenga presente infatti che anche avendo disponibile spazio disco per poter allargare le partizioni, l’allargamento avverrebbe sul «fondo» pertanto sarebbe facile ridimensionare soltanto l’ultima partizione (nel caso la /home, che pur essendo quella più probabile, non è detto sia davvero quella che ha bisogno dello spazio disco aggiuntivo).

Per questo si suggerisce, per avere maggiore flessibilità, al costo di una leggera perdita di prestazioni in I/O, di installare usando LVM. Questo però significa che una volta eseguita la scelta precedente, occorrerà «tornare indietro» riselezionando «partizionamento guidato»:

_images/fuss-server_scegli-partiz-guidato.png

e poi selezionando «guidato, usa l’intero disco e imposta LVM»:

_images/fuss-server_scelta-guidato.png

ed a questo punto si dovrà ripetere la scelta del disco e dell’uso dei filesystem separati, e confermare la configurazione di LVM:

_images/fuss-server_conferma-scelta.png

ed infine confermare prima le modifiche del disco:

_images/fuss-server_scelta-con-lvm.png

e poi la formattazione finale:

_images/fuss-server_scelta-finale.png

Una volta completato il partizionamento ed esaurita l’installazione del sistema base verrà chiesto di configurare i repository dei pacchetti, si utilizzi il mirror più vicino, non sarà necessario, essendo sulla WAN, utilizzare un proxy.

_images/netinstall-pacchetti.png
_images/netinstall-mirror.png
_images/netinstall-proxy.png

Si risponda come si preferisce alla richiesta di partecipare o meno alla indagine del popularity contest, e nella selezione del software si scelgano soltanto le voci «server SSH» e «utilità di sistema standard»:

_images/netinstall-tasksel.png

e si completi l’installazione con GRUB installato sul Master Boot Record del disco:

_images/netinstall-grubinstall.png
_images/netinstall-selectdisk.png

Completata l’installazione si riavvi il server, eventualmente rimuovendo il CD di installazione e ripristinando l’ordine di avvio al boot.

Configurazioni post-installazione

Completata l’installazione di Debian occorre finalizzare le configurazioni iniziali della macchina prima di poter lanciare fuss-server create. Il primo passo è configurare la seconda interfaccia di rete per la LAN, si dovrà modificare /etc/network/interfaces per aggiungere la relativa configurazione con qualcosa del tipo:

# lan
allow-hotplug eth1
iface eth1 inet static
      address 192.168.0.1
      netmask 255.255.255.0
      network 192.168.0.0

ed attivare l’interfaccia con ifup eth1.

Occorrerà poi configurare le sorgenti software per i pacchetti, in particolare essendo stati i pacchetti dei backports di jessie archiviati e dismesso l’archivio sarà necessario indicare di non controllare la scadenza dello stesso inserendo in /etc/apt/apt.conf la riga:

Acquire::Check-Valid-Until "false";

si dovranno poi aggiungere in /etc/apt/sources.list le righe per il repository di backports e per quello di FUSS:

deb http://archive.debian.org/debian/ jessie-backports main
deb http://archive.fuss.bz.it/ jessie main

infine si dovrà importare la chiave GPG del repository di FUSS con:

wget -qO - https://archive.fuss.bz.it/apt.key | apt-key add -
apt update

a questo punto si potranno installare i pacchetti:

apt install -t jessie-backports ansible
apt install fuss-server

Una volta completata la configurazione iniziale della macchina, si potrà proseguire con la configurazione del fuss-server come già illustrato nella sezione Configurazione del server.

Installazione di FUSS Client

Si passa ora all’installazione del primo client.

Preparazione chiavetta USB

Come prima cosa è necessario scaricare l’ultima versione dell’immagine ISO di FUSS Client. Ad oggi (agosto 2018) l’ultima versione stabile è la 9.5.1 ed è possibile reperirla da http://iso.fuss.bz.it/fuss9/client per architetture i386 o amd64:

E` necessaria una chiavetta USB con taglia minima di 8 GB sulla quale va copiata l’immagine ISO scaricata. Come detto anche sopra, in GNU/Linux si può usare il comando dd. Dopo aver inserito la chiavetta nel PC ove è disponibile l’immagine, verificare con il comando lsscsi quale device è stato assegnato alla chiavetta. Nell’esempio usiamo /dev/sdX dove X può essere una delle lettere a, b, c ecc. Nel’ipotesi che la ISO scaricata si per architettura amd64, come root, dare il comando

dd if=/PERCORSO_IMMAGINE/fuss-client-9.5.1-amd64-xfce.iso of=/dev/sdX bs=4M status=progress

Preparata la chiavetta USB, inserirla nel PC/notebook e dopo averlo avviato premurarsi di scegliere come dispositivo di boot la chiavetta stessa.

Procedura di installazione guidata

Per immagini viene mostrata di seguito la procedura di installazione del primo client. Si è scelto l’installer da console (Debian Installer). In alternativa si può optare per l’installer grafico (Graphical Debian Installer).

Nota

Se si vuole utilizzare FUSS in modalità LIVE, si scelga la prima opzione. Le credenziali dell’utente di default sono user - live.

_images/fuss-client_01.png

Scelta di lingua e tastiera.

_images/fuss-client_02.png
_images/fuss-client_03.png
_images/fuss-client_04.png

Inserire il nome del host.

_images/fuss-client_05.png

Il dominio interno nel quale si colloca il host, come definito durante l’installazione del server.

_images/fuss-client_06.png

Impostazione della password di root.

_images/fuss-client_07.png
_images/fuss-client_09.png

Creazione di un utente locale.

_images/fuss-client_10.png
_images/fuss-client_11.png
_images/fuss-client_12.png
_images/fuss-client_13.png

Partizionamento dei dischi. Si scelga il partizionamento manuale impostando una partizione di swap ed una per la radice (/ o root) del filesystem.

_images/fuss-client_14.png
_images/fuss-client_15.png
_images/fuss-client_16.png
_images/fuss-client_17.png
_images/fuss-client_18.png
_images/fuss-client_19.png
_images/fuss-client_20.png
_images/fuss-client_21.png
_images/fuss-client_22.png
_images/fuss-client_23.png
_images/fuss-client_24.png
_images/fuss-client_25.png
_images/fuss-client_26.png

Al termine scrivere le modifiche sul disco.

_images/fuss-client_27.png

Inizia l’installazione del sistema.

_images/fuss-client_28.png

L’installer cerca i pacchetti nel CD-ROM di installazione che non esiste. Semplicemente ignorare l’errore e proseguire premendo Continua.

_images/fuss-client_29.png

Scegliere un mirror di rete.

_images/fuss-client_30.png
_images/fuss-client_31.png
_images/fuss-client_32.png

Impostare il proxy a http://proxy:8080 dove proxy risponde al FUSS Server.

_images/fuss-client_33.png
_images/fuss-client_34.png

Installare il boot loader GRUB nel master boot record del disco sul quale si sta installando il sistema.

_images/fuss-client_35.png
_images/fuss-client_36.png
_images/fuss-client_37.png
_images/fuss-client_38.png

Al termine la macchina va riavviata.

Configurazione FUSS Client

Dopo il riavvio si acceda come root. La password preimpostata è fuss e si consiglia di cambarla con il comando passwd.

E` necessario configurare i repository FUSS. Abilitare pertanto sia i repository FUSS che stretch-backports in /etc/apt/sources.list:

deb http://archive.fuss.bz.it/ stretch main
deb http://httpredir.debian.org/debian stretch-backports main

Aggiungere la chiave di firma del repository, aggiornare apt ed i pacchetti, se si è dietro un Fuss server perché sia possibile scaricare la chiave di firma di APT, occorre prima definire export https_proxy=http://proxy:8080:

wget -qO - https://archive.fuss.bz.it/apt.key | apt-key add -
apt update
apt dist-upgrade

All’occorrenza aggiungere i pacchetti Debian necessari a seconda del contesto in cui viene installato il FUSS Client.

Creazione di un’immagine del client con Clonezilla

Al fine di velocizzare l’installazione del FUSS Client sui PC/notebook rimanenti, si consiglia di creare con Clonezilla un’immagine del primo FUSS Client. Il FUSS Server monta un’istanza di Clonezilla, eseguibile da qualsiasi macchina presente nella LAN via PXE Boot (network boot). Pertanto, riavviando il FUSS CLient appena creato e scegliendo l’opzione di boot «PXE Boot», verrà caricato Clonezilla dal server e sarà possibile creare un’immagine del primo client che verrà salvata nella cartella /var/clonezilla sul server. Clonezilla chiederà la password dell’utente clonezilla, che è memorizzata sul server nel file /root/clonezilla_cred.txt.

Al termine della procedura di salvataggio del clone sul server, sarà possibile installare agevolmente nuovi client lanciando parimenti Clonezilla via network boot e scegliendo di fare il restore di un’immagine.

Ad ogni client va attribuito un nome di host diverso. E` necessario intervenire, pertanto, sui file /etc/hostname ed /etc/host riavviando al termine il client..

Join del client al server

Infine va effettuato il join del client al server lanciando da terminale il comando fuss-client come segue:

fuss-client -a

Come unica interazione viene chiesto, qualora configurato, a quale cluster associare il host (es: aula-01, aula-insegnanti, ecc.). Inoltre va inserita per tre volte la password di root del server.

Accesso all’interfaccia di amministrazione OctoNet

Aprendo il browser da un qualsiasi PC/notebook della LAN all’indirizzo https://proxy:13402, è possibile accedere all’interfaccia OctoNet di configurazione della rete didattica e da questa, tra le altre funzioni, si possono creare le utenze della rete didattica. L’amministratore è l’utente root e la password è la Master Password impostata durante l’esecuzione di fuss-server.

Captive Portal

L’installazione del captive portal deve essere effettuata una volta che si sia correttamente installato il Fuss Server (secondo le istruzioni di Installazione di FUSS server). In particolare si suppone che siano già correttamente configurate le interfacce di rete per la rete interna (quella rivolta verso le macchine dell’aula) ed esterna (quella da cui si accede ad internet).

Per poter utilizzare il Captive Portal è necessario disporre di una terza interfaccia di rete che deve essere lasciata non configurata. Questa interfaccia sarà quella che dovrà essere collegata fisicamente al tratto di rete (che deve essere fisicamente separata dalla rete interna del server) che verrà gestita dal Captive Portal (ad esempio vi si potrà attaccare un access point senza autenticazione). Negli esempi successivi assumeremo che si tratti di eth2.

Si tenga presente che l’interfaccia fisica (eth2) viene gestita direttamente dal software di gestione del Captive Portal (Coova Chilli) che poi fa passare i pacchetti autorizzati creando una interfaccia tunnel (di default tun0). Gli indirizzi di rete fanno riferimento a quest’ultima, ad eth2 non deve essere assegnato alcun indirizzo IP.

Per questo si abbia cura di verificare che sul Fuss Server non sia stato attivato network manager in caso di installazione dell’interfaccia grafica (il default comunque non lo prevede). Qualora risultasse presente si abbia cura di bloccare ogni possibile tentativo di autoconfigurazione dell’interfaccia dedicata al Captive Portal inserendo in /etc/network/interfaces una voce del tipo:

iface eth2 inet manual

Per installare il Fuss Captive Portal occorre eseguire il comando:

fuss-server cp

che provvederà a richiedere, qualora non siano già definiti, i dati necessari alla configurazione. Come per gli altri questi vengono mantenuti nel file /etc/fuss-server/fuss-server.yaml In particolare saranno richiesti:

  • interfaccia di rete su cui attestare la rete del Captive Portal (ad esempio eth2)
  • indirizzo della rete del Captive Portal (ad esempio 10.1.0.0/24)

Un esempio di sessione di installazione è il seguente:

root@fuss-server-iso:~# fuss-server cp
################################################################################
Please insert Hot Spot Interface

The Hotspot interface of the server, ex. 'eth3'
Your choice? eth2
################################################################################
Please insert Hot Spot Network (CIDR)

The Hotspot network of the server, ex. '10.1.0.0/24'
Your choice? 10.1.0.0/24
...

Il software del Captive Portal autentica gli utenti su LDAP (occorre quindi avere un utente definito per poterlo provare), e consente solo agli utenti autenticati di uscire, passando attraverso un secondo proxy, sulle porte 80 e 443

Per il funzionamento del Captive Portal viene creato dal comando di installazione anche il file fuss-captive-portal.conf che contiene le variabili necessarie allo script di firewall per gestire gli accessi relativi al Captive Portal, questo file non deve essere modificato né cancellato, altrimenti il riavvio del firewall non aprirà gli accessi necessari al funzionamento del Captive Portal.

Nota

l’installazione del captive portal aggiunge il gruppo wifi (si vedano a tal proposito i due file /etc/group ed /etc/octofuss/octofuss.conf). Di default gli utenti di una rete scolastica non appartengono al gruppo wifi e pertanto non hanno l’autorizzazione per accedere al captive portal; devono essere esplicitamente autorizzate in OctoNet.

Accesso alla rete wifi tramite Captive Portal

Una volta connessi alla rete dell’access point, per navigare è necessario inserire le proprie credenziali nella finestra di login del Captive Portal, a cui si accede aprendo il browser e inserendo nella barra di navigazione l’indirizzo <http://10.1.0.1:4990> . Poichè il Captive Portal memorizza MAC address della macchina e lo conserva per qualche tempo, prima di chiudere la sessione è consigliabile inserire nella barra di navigazione l’indirizzo <http://10.1.0.1:4990/logoff> . In caso contrario l’utente successivo potrebbe navigare in rete usando le nostre credenziali.